Come avete passato la pasqua ?
In Giappone la festa di Pasqua non è ancora nota.... ma visto che mi ha scritto
una persona che aveva letto il mio blog giapponese ( ho scritto della pasqua )che
" finalmente ho capito che cosa festeggiano al Disney land! " quindi,
sarà presto avere la conoscenza anche laggiù..
Io il venerdì il 18 aprile sono andata a vedere una mostra di un maestro
"manga-ka" che è stato al palazzo Medici - Riccardi a Firenze.
Il sito per le info :
http://www.iroha.it/nihongo/evento.php?n=110
Il palazzo a se è veramente bellissimo, mi ha fatto ricordare il palazzo di
Versailles come è magnifico..
Il maestro è un ragazzo giovane, il suo arte è innovativa nel senso che
è un mix dell'arte tradizionale occidentale con la tecnica di base
precisa e il motivo di personaggi di Manga.
Mi ha colpito una cosa che l'artista ha raccontato all'occasione della presentazione
delle sue opere.. che è il motivo per cui ha cominciato a dipingere le sue opere
come lo stile di ora.
Lui è un noto Manga-ka e quindi lavora anche a fare i manga, ma dice che
oggi giorno nel arte di disegno di manga non esiste l'originale.
Perché il lavoro viene fatto maggior parte con il computer, quindi non esiste
un unico originale come il dipinto.
Questo è il destino di tanti tipi di arte oggigiorno, perché l'arte viene fatto
per distribuire tante copie, come il Hanga del periodo EDO in Giappone.
Ma lui ha pensato che questo è un po' peccato ( non è che nega il merito grande
del computer ) e ha voluto creare qualcosa che ha senso solo nel originale.
Se dovessi dire la mia opinione personale, il motivo di manga con lo stile
"serio" della pittura mi colpisce, ma dovrei dire che mi pare un po' "kitsch".
So che tante cose di "arte" giapponese sono kitsch e alcune di queste mi piacciono pure,
ma non so, questa volta non l'ho digerito tanto bene.
Invece le sue opere non con il motivo di anime mi sono piaciute, la tecnica
che ha usato è veramente spettacolare.
Comunque, a chi abita a Firenze o chi ha il programma di venire a Firenze, consiglio
di andarci perché sia il Palazzo che la mostra, o almeno uno di due dovrebbe
colpirti sicuramente!
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22.4.14
Una mostra di Manga-Arte
14.4.14
Il suono della lingua 2
I nostri orecchi sentono alcuni suoni e gli altri no.
Il suono naturale, per esempio, dicono che donne riescono a sentirlo di più
degli uomini, soprattutto le noti acute...
( a proposito dei sensi umani, dicono che gli uomini sono migliori solo nella vista...
ovviamente dipende molto dalla persona.. ma per questo penso che molti uomini
amano i videogiochi e le donne meno )
A proposito della lingua è famoso che gli orientali non distinguono la R dalla L.
C'è questa battuta...
- come si scrive la città di Prato ?
- si scrive P R A T O, pero ora..
- per ora ?
- tra un po' si scriverà Plato......
ahahaha (-- ;)
( se sei toscano, hai capito perché, vero ? )
Ma non solo, per me la cosa più terribile è la E aperta o chiusa / la O aperta o chiusa.
Fino al discorso di R e L, per noi giapponesi, se si abitua non è così difficile.
La difficoltà viene dal fatto che nella lingua giapponese esiste un suono tra la R e L,
ma non è uguale ne alla R ne L.
Cioè, [ɾ] .
Questa [ɾ] è uno dei simboli fonetici internazionali, rappresenta una consonante
che si crea respingendo la lingua alla gengiva dietro i denti davanti.
Però per comodità per scrivere in alfabeto, usiamo la R per le entrambe.
Per esempio, il nome Lorenzo diventa RORENZO. Italia diventa ITARIA.
Ma ormai l'influenza dalle lingue occidentali in Giappone è molto forte quindi
tanti di noi hanno avuto bisogno di distinguere la R dalla L.
Ma, la E e O , aperta o chiusa, almeno per me, è un gran mistero che forse
non capirò mai la differenza......
Per fortuna, nella lingua italiana ci sono poche parole per cui dovrei pronunciare
bene la differenza quindi sono salva. ( e anche per questo non imparo mai ).
Per chi impara la lingua giapponese , devo dire che è difficile capire
se c'è H oppure no, e il vocale lungo.
Per esempio, quando faccio l'esercizio della dettatura,tanti ( ma forse solo i toscani ??? )
non distinguono tra AI e HAI, oppure HASHI e ASHI.
E neanche OBAASAN e OBASAN.
Le persone della lingua tedesca, invece, hanno difficoltà di distinguere
la doppia consonante e la C dalla G. ( CAREGGI o CARECCI )
E quella della lingua cinese, tra BA e PA.
Questi fatti hanno il motivo sempre nel nostro cervello, perché anche se il suono è differente se
il cervello dice di no, noi non lo percepiamo.
Lo studio della nuova lingua, consiste anche dal esercizio del cervello a cui dobbiamo far capire che il suono esiste, anche se lui non lo sa!!
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Il suono naturale, per esempio, dicono che donne riescono a sentirlo di più
degli uomini, soprattutto le noti acute...
( a proposito dei sensi umani, dicono che gli uomini sono migliori solo nella vista...
ovviamente dipende molto dalla persona.. ma per questo penso che molti uomini
amano i videogiochi e le donne meno )
A proposito della lingua è famoso che gli orientali non distinguono la R dalla L.
C'è questa battuta...
- come si scrive la città di Prato ?
- si scrive P R A T O, pero ora..
- per ora ?
- tra un po' si scriverà Plato......
ahahaha (-- ;)
( se sei toscano, hai capito perché, vero ? )
Ma non solo, per me la cosa più terribile è la E aperta o chiusa / la O aperta o chiusa.
Fino al discorso di R e L, per noi giapponesi, se si abitua non è così difficile.
La difficoltà viene dal fatto che nella lingua giapponese esiste un suono tra la R e L,
ma non è uguale ne alla R ne L.
Cioè, [ɾ] .
Questa [ɾ] è uno dei simboli fonetici internazionali, rappresenta una consonante
che si crea respingendo la lingua alla gengiva dietro i denti davanti.
Però per comodità per scrivere in alfabeto, usiamo la R per le entrambe.
Per esempio, il nome Lorenzo diventa RORENZO. Italia diventa ITARIA.
Ma ormai l'influenza dalle lingue occidentali in Giappone è molto forte quindi
tanti di noi hanno avuto bisogno di distinguere la R dalla L.
Ma, la E e O , aperta o chiusa, almeno per me, è un gran mistero che forse
non capirò mai la differenza......
Per fortuna, nella lingua italiana ci sono poche parole per cui dovrei pronunciare
bene la differenza quindi sono salva. ( e anche per questo non imparo mai ).
Per chi impara la lingua giapponese , devo dire che è difficile capire
se c'è H oppure no, e il vocale lungo.
Per esempio, quando faccio l'esercizio della dettatura,tanti ( ma forse solo i toscani ??? )
non distinguono tra AI e HAI, oppure HASHI e ASHI.
E neanche OBAASAN e OBASAN.
Le persone della lingua tedesca, invece, hanno difficoltà di distinguere
la doppia consonante e la C dalla G. ( CAREGGI o CARECCI )
E quella della lingua cinese, tra BA e PA.
Questi fatti hanno il motivo sempre nel nostro cervello, perché anche se il suono è differente se
il cervello dice di no, noi non lo percepiamo.
Lo studio della nuova lingua, consiste anche dal esercizio del cervello a cui dobbiamo far capire che il suono esiste, anche se lui non lo sa!!
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9.4.14
Hachiko
Il giorno 8 aprile è stato il giorno di memoria di Hachiko.
Penso che molti di voi conoscete questo nome del cane "akita",
perché nell'anno 2010 è stato il film sulla storia sua, con
Richard Gere.
Questa storia in Giappone è stata raccontata con mille salse,
ormai potrei dire che è una delle storie popolari giapponesi.
La sua storia per chi non la sa…
E' nato nel 1923 nella prefettura Akita e dal 1924 è stato
nella famiglia di professore Ueno.
Quando il professore era in vita Hachiko lo salutava mentre
lui andava al lavoro e ogni tanto andava a prenderlo fino alla
stazione.
E anche dopo che è morto all'improvviso il professore, lui andava
alla stazione per aspettarlo finché tornasse.
per questo atto Hachiko è diventato un icone
di fedeltà per il popolo giapponese e hanno fatto
anche la statua di bronzo davanti alla stazione di
Shibuya, proprio dove stava lui ad aspettare il professore.
Hachiko è morto nel 1935, con poco più di 10 anni di età.
La statua di bronzo originale è stato preso dal governo durante
la seconda guerra mondiale per il materiale,
ed è stato ricostruito nel 1947.
Ho sentito dire anche tante versioni di Hachiko meno bello…
per esempio, dice che lui andava alla stazione perché lì c’era un ristorante
che gli dava da mangiare ect..
Ma senza essere scettica, questa storia è veramente commovente
e mi rendo conto che è la storia per i giapponesi.
Il popolo giapponese ama la fedeltà verso il proprio signore, delle volte
anche sacrificandosi la vita.
Nel periodo di epoca feudale suicidare per l’onore ( seppuku, detto Harakiri )
per onore di se oppure per il proprio signore era considerato
un atto onorevole e bello.
Adesso, ovviamente il suicidio è un atto brutto da fermare anche lanciando
la campagna, visto che purtroppo siamo il paese dove succedono tanti suicidi nell'anno.
Quello che succede adesso, non c'entra la fedeltà o onore, ma semplicemente
perché viene dalla disperazione... cose molto tristi.
Comunque, Questo fatto che è ammirato la fedeltà, in oggi giorno influenza al nostro
modo di affrontare il lavoro.
I giapponesi sono famosi per i lavoratori, ma in fondo il motivo si può trovare
in questo...
In una epoca, dava la fedeltà al proprio signore ed adesso per la ditta.
Sia nel bene che nel male, questo è una delle caratteristiche del paese Giappone.
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4.4.14
Il 4 aprile
Molti di voi forse conoscete già che in Giappone c'è la festa per le bambine
( il 3 marzo ) e la festa per i bambini( il 5 maggio )
Oggi, il 4 aprile invece, sapete che festa è ? ( non ufficiale )
La festa per i trans!!!!
( metà tra il 3 marzo e il 5 maggio )
Non sto scherzando...
Questa festa non è ufficialmente segnato sul calendario, ma torna perfettamente, non pensate ?
A proposito, in Giappone hanno i nomi per indicare le persone che sono tra donne e uomo
in vario tipo :
Okama ( indica un uomo affemminato e ama gli uomini, credo che sia offensivo )
Onabe ( Okama significa la pentola per il riso, Onabe significa la pentola. Indica una persona
che ex donna, ma apparentemente è uomo, ama le donne )
Homo ( abbreviazione di omo sessuale, quindi indica quello, ma credo che possa essere anche
apparentemente uomo, differenziato da Okama )
New half ( la parola vecchia... si usava negli anni 80, indicava una meticcia tra uomo e donna )
Gay
Trans
Onee ( abbreviazione di One-san, che indica una donna giovane. Quindi questa parola si usa per
uno (una) che è completamente donna almeno esteticamente. Ultimamente credo che sia
una parola usata positivamente )
Ultimamente tra i personaggi famosi alla TV, ci sono tante "donne" di questo tipo.
Loro sono molto amate dal pubblico perché dicono le loro opinioni senza scrupoli.
E hanno mentalità un po' di uomo e un po' di donna.
Una volta, ho visto la tv dove presentava la casa di una Onee ( bellissima, lavorava come escort )
e mi sono meravigliata che come la teneva bene.
Tutta ordinata, non solo esteticamente ma pensando all'uso.
Questo è proprio la mente caratteristica delle donne ( secondo me ).
E io penso che le persone così, sono più donne di una vera donna.
Nel senso che, una donna che è nata femmina potrebbe non valorizzare bene quello che ha
e tante volte trascurano la propria sessualità.
Invece una persona che la vuole ma naturalmente non l'ha, cerca ( anche delle volte esageratamente ) di avere e dimostrare il più possibile.
Personalmente io non ho nessun senso negativo per chi ama le persone di stesso sesso proprio.
Ma se dovessi dire una cosa, direi che è peccato per noi donne, se un uomo carino è gay,
perché così abbiamo una persona in meno per avere occasione..... :)
So che queste persone hanno tante difficoltà nella vita, mi dispiace per quello..
Almeno oggi, festeggiate con le persone amate.
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( il 3 marzo ) e la festa per i bambini( il 5 maggio )
Oggi, il 4 aprile invece, sapete che festa è ? ( non ufficiale )
La festa per i trans!!!!
( metà tra il 3 marzo e il 5 maggio )
Non sto scherzando...
Questa festa non è ufficialmente segnato sul calendario, ma torna perfettamente, non pensate ?
A proposito, in Giappone hanno i nomi per indicare le persone che sono tra donne e uomo
in vario tipo :
Okama ( indica un uomo affemminato e ama gli uomini, credo che sia offensivo )
Onabe ( Okama significa la pentola per il riso, Onabe significa la pentola. Indica una persona
che ex donna, ma apparentemente è uomo, ama le donne )
Homo ( abbreviazione di omo sessuale, quindi indica quello, ma credo che possa essere anche
apparentemente uomo, differenziato da Okama )
New half ( la parola vecchia... si usava negli anni 80, indicava una meticcia tra uomo e donna )
Gay
Trans
Onee ( abbreviazione di One-san, che indica una donna giovane. Quindi questa parola si usa per
uno (una) che è completamente donna almeno esteticamente. Ultimamente credo che sia
una parola usata positivamente )
Ultimamente tra i personaggi famosi alla TV, ci sono tante "donne" di questo tipo.
Loro sono molto amate dal pubblico perché dicono le loro opinioni senza scrupoli.
E hanno mentalità un po' di uomo e un po' di donna.
Una volta, ho visto la tv dove presentava la casa di una Onee ( bellissima, lavorava come escort )
e mi sono meravigliata che come la teneva bene.
Tutta ordinata, non solo esteticamente ma pensando all'uso.
Questo è proprio la mente caratteristica delle donne ( secondo me ).
E io penso che le persone così, sono più donne di una vera donna.
Nel senso che, una donna che è nata femmina potrebbe non valorizzare bene quello che ha
e tante volte trascurano la propria sessualità.
Invece una persona che la vuole ma naturalmente non l'ha, cerca ( anche delle volte esageratamente ) di avere e dimostrare il più possibile.
Personalmente io non ho nessun senso negativo per chi ama le persone di stesso sesso proprio.
Ma se dovessi dire una cosa, direi che è peccato per noi donne, se un uomo carino è gay,
perché così abbiamo una persona in meno per avere occasione..... :)
So che queste persone hanno tante difficoltà nella vita, mi dispiace per quello..
Almeno oggi, festeggiate con le persone amate.
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31.3.14
L'imposta di consumo (消費税・しょうひぜい)
Non sapendo come si chiama in italiano, ho tradotto che è l'imposta di consumo,
il nostro "Syouhi zei".
Dopo tantissime discussioni da anni il governo hanno aumentato queste tasse
dal 5% al 8%..... da oggi, il primo aprile 2014.
Cosa cambia nella vita ?
Non pagherai più Yen 105 al cento yen shop ma Yen 108.
Non pagherai più Yen 1.050 per un pranzo ma Yen 1080.
Non pagherai più Yen 10.500 per una notte in hotel ma Yen 10.800.
etc...
Fino qui, non sembra un gran peso, ma per chi deve comprare un immobile, la macchina
e tante altre cose costose, questo 3 % in più è significativo.
Ma, ricordate come hanno fatto in questi 2 - 3 anni in Italia ?
Non ho fatto in tempo di ricordare che I.V.A era 21 %, è aumentato ancora al 22 %!!!
Non hanno messo tempo, è stato così veloce..
Invece in Giappone, l'idea di aumentare l'imposta di consumo c'era già da 3 anni circa,
se non 5 anni... Dopo che hanno definitivamente deciso, aspettavano di applicare
circa 6 mesi, quindi chi ha dovuto comprare le cose costose, potevano comprare
prima.
Ma nonostante l'aumento delle tasse, tanti negozianti hanno mantenuto il prezzo, oppure
hanno aumentato solo un po', non esattamente 3 %.
Chi viaggia in Giappone ,quindi, dovrebbe essere attento a vedere il prezzo sulle cose
se "incluse le tasse " oppure " non incluse le tasse ".
Tanti prodotti che hanno i prezzi sopra scritti non incluse le tasse, alla cassa aggiungono
8 % del prezzo.
Questa confusione è dovuta dalla legge che permette di scrivere i prezzi
"senza tasse" fino al 31 marzo 2017, per via di questo cambiamento.
In Giappone, se deve cambiare qualche legge c'è il periodo lunghissimo di preparazione.
per questo, la gente si può preparare psicologicamente e di conseguenza accetta
abbastanza bene il cambiamento.
Per quanto riguarda la storia dell'imposta di consumo, la prima volta che è entrata in vigore era nel 1989, le tasse erano 3%. Poi nel 1997 è aumentata al 5%, e da oggi è 8%.
Non è male come il tempo, no ?
Io personalmente, penso che queste tasse sono giuste da aumentare, ( se è necessario ovviamente )
perché è pari ai tutti e non è possibile evadere.
Differenza dal I.V.A che ci sono in Europa è questa è 8% su tutto, non dipende da prodotto.
Quindi, da oggi in poi aumenteranno gli spiccioli nella tasca!
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Dopo tantissime discussioni da anni il governo hanno aumentato queste tasse
dal 5% al 8%..... da oggi, il primo aprile 2014.
Cosa cambia nella vita ?
Non pagherai più Yen 105 al cento yen shop ma Yen 108.
Non pagherai più Yen 1.050 per un pranzo ma Yen 1080.
Non pagherai più Yen 10.500 per una notte in hotel ma Yen 10.800.
etc...
Fino qui, non sembra un gran peso, ma per chi deve comprare un immobile, la macchina
e tante altre cose costose, questo 3 % in più è significativo.
Ma, ricordate come hanno fatto in questi 2 - 3 anni in Italia ?
Non ho fatto in tempo di ricordare che I.V.A era 21 %, è aumentato ancora al 22 %!!!
Non hanno messo tempo, è stato così veloce..
Invece in Giappone, l'idea di aumentare l'imposta di consumo c'era già da 3 anni circa,
se non 5 anni... Dopo che hanno definitivamente deciso, aspettavano di applicare
circa 6 mesi, quindi chi ha dovuto comprare le cose costose, potevano comprare
prima.
Ma nonostante l'aumento delle tasse, tanti negozianti hanno mantenuto il prezzo, oppure
hanno aumentato solo un po', non esattamente 3 %.
Chi viaggia in Giappone ,quindi, dovrebbe essere attento a vedere il prezzo sulle cose
se "incluse le tasse " oppure " non incluse le tasse ".
Tanti prodotti che hanno i prezzi sopra scritti non incluse le tasse, alla cassa aggiungono
8 % del prezzo.
Questa confusione è dovuta dalla legge che permette di scrivere i prezzi
"senza tasse" fino al 31 marzo 2017, per via di questo cambiamento.
In Giappone, se deve cambiare qualche legge c'è il periodo lunghissimo di preparazione.
per questo, la gente si può preparare psicologicamente e di conseguenza accetta
abbastanza bene il cambiamento.
Per quanto riguarda la storia dell'imposta di consumo, la prima volta che è entrata in vigore era nel 1989, le tasse erano 3%. Poi nel 1997 è aumentata al 5%, e da oggi è 8%.
Non è male come il tempo, no ?
Io personalmente, penso che queste tasse sono giuste da aumentare, ( se è necessario ovviamente )
perché è pari ai tutti e non è possibile evadere.
Differenza dal I.V.A che ci sono in Europa è questa è 8% su tutto, non dipende da prodotto.
Quindi, da oggi in poi aumenteranno gli spiccioli nella tasca!
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27.3.14
相づち(AIZUCHI=risposta di supporto )
Quando parlano i giapponesi AIZUCHI è molto importante.
In italiano si chiama ( ho trovato la traduzione letterale così, ma mai sentito dire)
la risposta di supporto, che di solito consiste dal "suono" di tipo "humhum".
Questo è anche il tema della ricerca linguistica, ma qui ovviamente
non parlo delle cose complicate, dico solo che,
gli europei di solito usano meno "aizuchi" nella conversazione che i giapponesi.
Se vedete un pezzo di intervista del programma giapponese senza audio,
notate anche che si usa molto il gesto del cenno, scuotendo la testa verticale.
Per esempio ,
https://www.youtube.com/watch?v=eWq4WCxYgFg
Questo programma è famosissimo , si chiama " Tesuko no heya" , la conduttrice
"Tetsuko" parla con qualcuno famoso, ogni giorno per 30 minuti.
Allora, adesso con l'audio ( se qualcuno capisce la lingua ) provate
a sentire che dice quando uno ascolta quell'altro.
"sou desune" " hai"
Ripetono sempre queste parole.
"Sou deus ne" significa " è gisuto ( quello che dici )", e " Hai "è " si" .
Hai significa , si, così che si impara. Ma questa traduzione non vale quando
hai è usato come aizuchi.
Perché aizuchi ha il ruolo di far capire all'altro che tu stai ascoltando, capisci
quello che dice, ma non significa che sei d'accordo.
Quando i giapponesi imparano italiano tendono a dire spesso "si" nella
conversazione, questa è la interferenza del modo di parlare alla giapponese.
Aizuchi formale è "hai", allora quello casual ?
"UN". ( pronunciato spesso "hum" )
Quando mia madre mi chiama al telefono e parla solo lei ( capita spesso )
io dico per 10 minuti solo "hum" e finisce la telefonata...
Una volta mio ragazzo c'era accanto a me quando mi ha chiamato mia madre,
dopo la telefonata mi ha detto " che bella conversazione!"
.. si, davvero ;)
Comunque, quando al telefono per forza usiamo Aizuchi più di quando
parliamo direttamente. Immagino che questo succeda anche nelle altre
lingue, sarà naturale.
Ma quando parlate con i giapponesi, magari cercate di dare un cenno di aizuchi in più
( anche il gesto con la testa ) , che colora il vostro atteggiamento alla giapponese.
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In italiano si chiama ( ho trovato la traduzione letterale così, ma mai sentito dire)
la risposta di supporto, che di solito consiste dal "suono" di tipo "humhum".
Questo è anche il tema della ricerca linguistica, ma qui ovviamente
non parlo delle cose complicate, dico solo che,
gli europei di solito usano meno "aizuchi" nella conversazione che i giapponesi.
Se vedete un pezzo di intervista del programma giapponese senza audio,
notate anche che si usa molto il gesto del cenno, scuotendo la testa verticale.
Per esempio ,
https://www.youtube.com/watch?v=eWq4WCxYgFg
Questo programma è famosissimo , si chiama " Tesuko no heya" , la conduttrice
"Tetsuko" parla con qualcuno famoso, ogni giorno per 30 minuti.
Allora, adesso con l'audio ( se qualcuno capisce la lingua ) provate
a sentire che dice quando uno ascolta quell'altro.
"sou desune" " hai"
Ripetono sempre queste parole.
"Sou deus ne" significa " è gisuto ( quello che dici )", e " Hai "è " si" .
Hai significa , si, così che si impara. Ma questa traduzione non vale quando
hai è usato come aizuchi.
Perché aizuchi ha il ruolo di far capire all'altro che tu stai ascoltando, capisci
quello che dice, ma non significa che sei d'accordo.
Quando i giapponesi imparano italiano tendono a dire spesso "si" nella
conversazione, questa è la interferenza del modo di parlare alla giapponese.
Aizuchi formale è "hai", allora quello casual ?
"UN". ( pronunciato spesso "hum" )
Quando mia madre mi chiama al telefono e parla solo lei ( capita spesso )
io dico per 10 minuti solo "hum" e finisce la telefonata...
Una volta mio ragazzo c'era accanto a me quando mi ha chiamato mia madre,
dopo la telefonata mi ha detto " che bella conversazione!"
.. si, davvero ;)
Comunque, quando al telefono per forza usiamo Aizuchi più di quando
parliamo direttamente. Immagino che questo succeda anche nelle altre
lingue, sarà naturale.
Ma quando parlate con i giapponesi, magari cercate di dare un cenno di aizuchi in più
( anche il gesto con la testa ) , che colora il vostro atteggiamento alla giapponese.
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24.3.14
Sono stata al convegno dell'insegnamento a Roma
Settimana scorsa sono stata al convegno dell'insegnamento
della lingua giapponese agli stranieri.
E' stata una esperienza davvero bella e utile, spero di usare
presto le tecniche che ho imparato anche nelle mie lezioni.
Nel convegno, c'era un tema molto interessante a parte la tecnica didattica.
Per chi insegna la lingua giapponese in Giappone, dice che è sempre
problema affrontare la questione di "nihonjin ka (日本人化)”, tradotto
letteralmente, "far diventare come giapponese ".
Quando noi giapponesi parliamo "globalizzazione" fino ad ora si intendeva
di imparare inglese oppure la lingua e cultura delle altre nazioni.
Ma noi insegnanti della lingua, soprattutto chi insegna in Giappone
cercano di insegnare proprio il modo di comportamento alla giapponese
agli stranieri.
E con questo loro vogliono avvicinarsi alla idea di globalizzazione.
Ma ci sono le voci che negano questo atteggiamento perché questo
significa il "nihonjin ka" , che costringe il nostro modo alle persone
che non lo hanno.
In effetti, pensando a me, alla scuola di lingua non ho imparato
il "modo" degli italiani. Pensavo che questo si imparasse con il tempo
e seconda della mia esigenza e anche la voglia.
Ma in Giappone, il paese che ha la cultura e modi di fare così
particolari, insegnare il modo di fare è utile per il bene degli studenti.
Su questo tema noi gli insegnanti soprattuto possiamo focalizzare
il modo di parlare.
Per un esempio piccolo, in giapponese c'è un modo di parlare da donna
e da uomo, delle volte cambiano anche il lessico. E poi delle volte
usare il verbo sbagliato (anche se piccola differenza )
potrebbe sembrare scortese.
Certo, la persona straniera è proprio principiante nella lingua
giapponese i giapponesi cercano di capire cosa vogliono dire davvero, e
raramente prendono male anche se potrebbe sembrare scortese.
Ma quando non è più principiante, potrebbe rischiare di fare
una brutta figura.
Far evitare questo incidente è il nostro lavoro.
Ma, quando "correggiamo" troppo, delle volte capita che sembra uno straniero
parli con 2 personaggi differenti, nella lingua originale e in giapponese.
A me mi è capitato veramente e mi sembrava davvero strano.
( un effetto negativo... )
Quindi, non saprei quale è il meglio ma noi insegniamo il modo di comportamento
alla giapponese ma c'è bisogno anche di comprensione del mondo
da parte dei giapponesi.
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della lingua giapponese agli stranieri.
E' stata una esperienza davvero bella e utile, spero di usare
presto le tecniche che ho imparato anche nelle mie lezioni.
Nel convegno, c'era un tema molto interessante a parte la tecnica didattica.
Per chi insegna la lingua giapponese in Giappone, dice che è sempre
problema affrontare la questione di "nihonjin ka (日本人化)”, tradotto
letteralmente, "far diventare come giapponese ".
Quando noi giapponesi parliamo "globalizzazione" fino ad ora si intendeva
di imparare inglese oppure la lingua e cultura delle altre nazioni.
Ma noi insegnanti della lingua, soprattutto chi insegna in Giappone
cercano di insegnare proprio il modo di comportamento alla giapponese
agli stranieri.
E con questo loro vogliono avvicinarsi alla idea di globalizzazione.
Ma ci sono le voci che negano questo atteggiamento perché questo
significa il "nihonjin ka" , che costringe il nostro modo alle persone
che non lo hanno.
In effetti, pensando a me, alla scuola di lingua non ho imparato
il "modo" degli italiani. Pensavo che questo si imparasse con il tempo
e seconda della mia esigenza e anche la voglia.
Ma in Giappone, il paese che ha la cultura e modi di fare così
particolari, insegnare il modo di fare è utile per il bene degli studenti.
Su questo tema noi gli insegnanti soprattuto possiamo focalizzare
il modo di parlare.
Per un esempio piccolo, in giapponese c'è un modo di parlare da donna
e da uomo, delle volte cambiano anche il lessico. E poi delle volte
usare il verbo sbagliato (anche se piccola differenza )
potrebbe sembrare scortese.
Certo, la persona straniera è proprio principiante nella lingua
giapponese i giapponesi cercano di capire cosa vogliono dire davvero, e
raramente prendono male anche se potrebbe sembrare scortese.
Ma quando non è più principiante, potrebbe rischiare di fare
una brutta figura.
Far evitare questo incidente è il nostro lavoro.
Ma, quando "correggiamo" troppo, delle volte capita che sembra uno straniero
parli con 2 personaggi differenti, nella lingua originale e in giapponese.
A me mi è capitato veramente e mi sembrava davvero strano.
( un effetto negativo... )
Quindi, non saprei quale è il meglio ma noi insegniamo il modo di comportamento
alla giapponese ma c'è bisogno anche di comprensione del mondo
da parte dei giapponesi.
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